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Fano in uno sguardo

Testo: Valerio Volpini. Libro e uomo, 1972

Appena usciti dalla Porta Maggiore di Fano è possibile scorgere all’orizzonte della via Flaminia i pendii di Monte Giove.

Già abitato in epoca preistorica, il colle è per i fanesi la meta prediletta per una scampagnata. Sulla sommità è presente un Eremo dei padri Camaldolesi dal quale si può scorgere nell’interezza la città di Fano e la vallata del Metauro che si sviluppa dal Furlo fino al mare Adriatico.

Monte Giove è quindi sinonimo di tempo libero, momento di ristoro del corpo e dello spirito e non è raro trovarlo negli scrittori fanesi descritto come luogo della memoria.

Valerio Volpini , giornalista, scrittore e direttore de L’Osservatorio Romano era nato a Rosciano, frazione di Fano proprio a valle del colle ed era solito visitare l’Eremo ogni volta che tornava da Roma nella sua città natale.

La sua attenzione è spesso caduta sul valore e sulla funzione della lettura, le sue riflessioni nella raccolta di saggi Libro e uomo risultano ancora oggi estremamente stimolanti:

«Il libro è un protagonista e per quello che conta in se stesso e per quello che suscita, che crea, nei singoli e nella società, nelle strutture civili e nella coscienza. Il libro è una forma di resistenza della parola, di tutte le parole, quelle essenziali, quelle importanti come quelle sciocche e persino quelle che uccidono. […]

Se il libro ” è una macchina da leggere” necessita di un uso corretto non solo perché si corre il rischio di romperla ma perché. come in molti rapporti con gli strumenti tecnologici, si può essere vittime della macchina stessa. Diremo allora di più, che il libro è uno strumento “per essere”, proprio nel significato esistenziale, cioè strumento che supera la pure fase comunicativa sino a suscitare gradi particolari di partecipazione emotiva e razionale. È vero infatti che questa macchina si vivifica e scresce, si conforma al movimento del fruitore come può spegnersi, diventare un ferrovecchio. Abbiamo detto che i libri sono semi; sono i semi di tutta la famiglia della flora, ove quelli delle erbe parassitarie si mescolano a quelli delle erbe da frutto, il loglio e il frumento, i rovi e le querce. Insegna ed aiuta, arricchisce di conoscenze necessarie ma sollecita anche gli istinti del non-uomo. Il leggere con la matita, la funzione di giudice diventa obbligatoria in ragione della sua enorme capacità di suggestione e quindi della correlativa necessità di scelte».