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La dea Fortuna

Non sappiamo esattamente quale dea Fortuna fosse celebrata a Fano, chi furono i fondatori di questo culto e dove fosse posizionato il tempio: fatto sta che questo edificio sacro, il Fanum, ha dato origine al nome della città.

Nell’incertezza totale, la ricordiamo di fronte ad una fontana, più volte rimaneggiata nei secoli, che innalza al centro la riproduzione di un’opera rinascimentale.

L’originale è conservata al Museo Civico “Palazzo Malatestiano”, la sua copia che campeggia in piazza confonde ulteriormente lo spettatore, i capelli e la vela sventolano in direzioni opposte. Un errore o un ricercato dettaglio per sottolineare l’aleatorietà della dea?

Fatto sta che il tema Fortuna a Fano sembra non avere flessioni di affetto: piattelli in ceramica, monete dell’antica Zecca di Fano, il Teatro cittadino e ovviamente una Tombola ne portano gli attributi iconografici o il nome.

Cimarelli, nel 1642 nelle Istorie dello Stato d’Urbino ricorda:

“Si veggono i fondamenti del Tempio illustre, a tutto il Mondo noto della Dea Fortuna: si come da ogni Provincia vi concorrevano a sacrificar i popoli, fer fermar a i voti loro l’instabil Dea”.